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IL NAPOLI, 23 giugno 2007
Non è che non mi piaccia la comicità al cinema ma l'umorismo che faccio in televisione è basato sul trasformismo e sul paradosso e deve essere necessariamente sopra le righe. Ma il tutto dura tre minuti; al cinema i tempi sono diversi, il linguaggio è differente e se riproponessi quei personaggi sullo schermo risulterebbero poco credibili e scarsamente plausibili. Sono una spettatrice onnivora e mi nutro delle commedie americane come a film di fantascienza come Guerre Stellari. Il mio film preferito è però Risate di gioia di Monicelli, con Totò ed Anna Magnani, dove erano mescolati il comico ed il tragico e narrava di due attori spiantati che cercavano, in qualche modo, di sbarcare il lunario. In quel film si ride delle disgrazie che possono capitare a tutti. Credo che il cinema non possa essere solo semplice intrattenimento e che il suo compito debba essere quello di creare un varco per poter comunicare qualcosa allo spettatore, per aiutarlo a riflettere, coniugando con semplicità, comicità e dramma.
ROMA\ aise\ - Torna per il quinto anno a Roma "Più Libri, più liberi", la Fiera della piccola e media editoria, che dal 7 al 10 dicembre accoglierà al Palazzo dei Congressi dell’Eur 389 case editrici, oltre 200 tra incontri, presentazioni, dibattiti, cui parteciperanno decine di autori, studiosi e personaggi rappresentativi del mondo del libro in Italia e nel mondo, ma soprattutto una mostra-mercato di oltre 50mila libri, di ogni genere e per tutti i gusti: questa è "Più libri più liberi".
Innumerevoli gli appuntamenti e tante le novità della manifestazione organizzata dall’Associazione Italiana Editori, assieme al Comune di Roma, con il pieno sostegno della Provincia di Roma e della Regione Lazio e con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, cui si aggiunge quest’anno la Camera di Commercio di Roma. Completano la squadra l’Istituzione biblioteche di Roma, l’azienda dei trasporti capitolina Atac, e Radio 3 Fahrenheit.
Infiniti e liberi percorsi da esplorare scegliendo come guida il tema, il genere, o semplicemente lasciandosi guidare dall'istinto del lettore. Approcci diversi e personali che si affiancano alle proposte degli incontri "professionali", convegni particolarmente legati agli interessi di operatori e addetti ai lavori, incentrati sui mestieri del produrre, vendere, diffondere il libro e la sua lettura. Per i più giovani, bambini e ragazzi, un articolato, apposito programma di laboratori, animazioni, letture e spettacoli.
L'eclettico programma della Fiera, presentato il 9 novembre scorso al Tempio di Adriano, prevede dibattiti e incontri con scrittori di culto come Alessandro Baricco, il romanziere di Seattle Charles D’Ambrosio e il premio Strega Ugo Riccarelli, che discuterà di narrativa con Walter Veltroni e Paolo Di Paolo. Si parlerà di poesia con Corrado Calabrò e Maria Luisa Spaziani, per poi allargare i confini con il Premio Nobel per la letteratura nigeriano Wole Soyinka e ancora autori affermati come Benedetta Craveri, Melania Mazzucco e Carmine Abbate. Spazio al giallo-noir che, nell'incontro con Elisabetta Mondello, Giulio Leoni, Maurizio Testa e Claudio Messina, rivendica il suo valore di letteratura a tutti gli effetti emancipandosi dall'appellativo di "narrativa di genere". Si parlerà anche di attualità con alcuni giornalisti coordinati da Andrea Purgatori e Carlo Freccero. Tra i rappresentanti del cinema e dello spettacolo il regista Marco Tullio Giordana, l'attore Giuseppe Cederna, i comici Giobbe Covatta, Dario Cassini e Paola Cortellesi. Non mancheranno le sorprese: tra queste l'atterraggio al Palazzo dell’Eur dell'astronauta Umberto Guidoni.
Ma "Più libri, più liberi" non dimentica di sperimentare e punta a superare i confini, geografici così come comunicativi. Accanto ai libri a disposizione del pubblico ecco allora, per la prima volta, lo SpazioBlog, in cui si discuterà di nuovi media e delle interazioni con l’editoria.
Anche quest'anno "Più libri, più liberi" accoglierà i più piccoli nello Spazio Ragazzi, a cura di Biblioteche di Roma, dove, tra letture e fiabe, il libro si trasfigura in gioco e rappresentazione, come nella mostra-evento "Gocce di voce", organizzata per Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma.
Sempre maggiore la presenza straniera in Fiera, con iniziative delle Ambasciate culturali straniere del Québec, della Francia e dell’Ungheria. Un'iniziativa che si affianca all’incontro e allo scambio di diritti tra editori italiani e stranieri, in particolare, francesi, tedeschi, olandesi e portoghesi, possibile grazie alla collaborazione tra Associazione Italiana Editori e Istituto nazionale per il Commercio Estero.
Insomma, pagine da sfogliare e da vivere: ecco cosa si nasconde dietro la quattro giorni di "Più libri più liberi", per scoprire le nuove frontiere del libro, dall’evento al blog, chiamando a raccolta un popolo di lettori che cresce in sintonia con l'espansione incontenibile del libro-libero.
Sul palco da sola alle prese con sei personaggi diversi. Una prova d'attore impegnativa per Paola Cortellesi che con "Gli ultimi saranno gli ultimi", in tour da due anni, conquista pubblico (con un sold out dietro l'altro) e critica. Ironia con un pizzico di amarezza per raccontare il precariato. "E' la storia degli ultimi, - dice l'attrice - di quelli che non hanno una vita ordinaria. La piéce è ispirata alla vicenda di una mia amica".
La vicenda ruota attorno ad una “nottataccia” in cui si incrociano i destini di uomini e donne distanti tra loro: una fredda dirigente d’azienda piegata alle leggi di mercato, un’ingenua poliziotta di provincia, un transessuale sarcastico e disilluso, un guardiano notturno pensionabile e trasandato, una saggia donna delle pulizie fissata con le canzonette ma soprattutto Luciana, operaia incinta al settimo mese a cui non viene rinnovato il contratto di lavoro, disperata ma decisa a difendere il suo diritto alla maternità.
A quale personaggio è più legata?
Alla donna delle pulizie, che poi è la voce narrante.
Perché affrontare un monologo così impegnativo?
E' un linguaggio nuovo che abbiamo voluto affrontare con l'autore e regista Massimiliano Bruno. Questo esperimento si può far solo a teatro, la gente non si distrae e c'è il silenzio giusto.
Come definirebbe questo spettacolo?
E' una rincorsa. Tutti i personaggi si rincorrono a vicenda con ritmo sostenuto. E' una bella fatica, ma è divertentissimo.
Ma non le è mai capitato di confondere i personaggi?
Ci vuol tantissima concentrazione e poi è un allenamento fisico e mentale. Oramai ad ogni gesto associo una frase. E' chiaro che in sala ci vuol silenzio e capita anche che qualcuno lasci il cellulare acceso... Lì è la fine!
Parte la seconda edizione di «Libero», il programma degli scherzi telefonici in onda stasera su Raidue (ore 22,35). Teo Mammucari ha lasciato, e viene sostituito da Paola Cortellesi (nella foto) eccellente comica
Hai mai fatto scherzi telefonici, in privato?
«Da bambina, come tutti. Mi vergognavo moltissimo. Telefonavo di notte ai compagni di classe. Oppure chiamavo a caso per annunciare che avevano vinto il premio di una trasmissione radiofonica. Non ci credeva mai nessuno. Mi sbattevano giù il telefono».
Un precedente abbastanza inquietante.
«In effetti sì, sono abbastanza intimorita all'idea di riprovarci».
Sei molto brava nel camuffare la voce. Userai questa abilità?
«Certo. Per esempio interpreterò un'anziana. Giocherò molto con gli accenti, a seconda delle Regioni in cui chiameremo. Oppure per contrasto risponderò con un accento marcato quando uno si aspetterebbe un interlocutore in perfetto italiano».
Guardavi il «Libero» di Teo Mammucari?
«Sì, e mi divertiva moltissimo. Amavo gli scherzi in cui Mammucari prendeva in giro le voci automatiche. Ripeteremo l'impresa ma al contrario: sarò io a rispondere fingendo di essere una voce elettronica».
Altri scherzi che farete?
«Quelli ai Vip, sono stupendi».
Ma sarai cattiva come Teo?
«No, non sono capace. Non è bontà d'animo: è che non sono proprio capace».
Perché hanno scelto proprio te?
«Me lo sto chiedendo anch'io. Un mese e mezzo fa mi hanno chiamato gli autori, Fabio Di Iorio e Giovanni Benincasa. Mi hanno proposto di fare 'Libero' e io ho risposto: 'Aiuto!' Volevo parlare, capire se ero adatta. Io non sono una conduttrice, ho detto subito. Loro mi hanno rassicurato: adatteremo il programma a te. Infatti ora è molto più vicino a me rispetto all'edizione scorsa»
«Me lo sto chiedendo anch'io. Un mese e mezzo fa mi hanno chiamato gli autori, Fabio Di Iorio e Giovanni Benincasa. Mi hanno proposto di fare 'Libero' e io ho risposto: 'Aiuto!' Volevo parlare, capire se ero adatta. Io non sono una conduttrice, ho detto subito. Loro mi hanno rassicurato: adatteremo il programma a te. Infatti ora è molto più vicino a me rispetto all'edizione scorsa»
«Ma no, io non la interpreto così. E' solo una cosa alla Helzapoppin'. Per fortuna non c'è sempre una spiegazione a tutto, se dovessimo cercare una spiegazione a tutte le cose che vanno in tv...»
Ma Flavia Vento sotto vetro ti sembrava un'offesa contro le donne?
«A me piaceva, era una cosa senza senso che mi divertiva. E comunque, se l'ha accettata lei, vuol dire che era una cosa tranquilla».
di Piero Degli Antoni
Roma, 9 novembre 2006 - Il popolo dei lettori assidui troverà pagine da sfogliare e da vivere. Il popolo dei lettori saltuari verrà coinvolto e catturato come poche iniziative sul tema riescono a fare. Questa è la promessa di 'Più libri più liberi', la fiera della piccola e media editoria che torna per il quinto anno, dal 7 al 10 dicembre al Palazzo dei Congressi dell'Eur a Roma.
Presenti 389 espositori e previsti oltre 200 tra incontri, presentazioni, dibattiti a cui parteciperanno decine di autori, studiosi e personaggi rappresentativi del mondo del libro. Ma sarà soprattutto una mostra mercato, dove 50mila testi di ogni genere e per tutti i gusti indicheranno i temi attraverso cui esplorare infiniti e liberi percorsi.
Per la narrativa, imperdibile l'appuntamento con il premio Strega Ugo Ricciarelli che incontrerà il sindaco Walter Veltroni insieme a Paolo Di Paolo. E poi ancora Alessandro Baricco, Corrado Calabrò, Melania Mazzucco e Carmine Abbate.
Anche la poesia troverà un suo spazio, attraverso la 'riscoperta di Ungaretti e Caproni' e l'incontro con Maria Luisa Spaziani.
Il giallo e il noir sarà supportato da autori del calibro di Claudio Messina, Maurizio Testa e Giulio Leoni.
Andrea Purgatori e Carlo Freccero saranno alcuni degli ospiti che ragioneranno sull' attualità e sull'informazione, mentre un'attenzione particolare sarà data all' Africa, attraverso gli interventi di Paola Cortellesi e Giobbe Covatta. Inedito lo sguardo al web e ai blog, come nuove forme di diffusione del testo, mentre si ripropone lo spazio ragazzi che interagiranno con la lettura attraverso disegni e fantasiose interpretazioni.
"Dopo aver superato lo scorso anno i 41mila spettatori - ha detto il presidente dell'Associazione Italiana Editori, Federico Motta - la mostra rappresenta un'ulteriore conferma della necessità di una vetrina nazionale dedicata esclusivamente alla produzione della piccola e media editoria". "Gli incontri con gli autori, con grandi scrittrici e giornaliste come Dacia Maraini, Natalia Aspesi, Rossana Rossanda, rappresentano la capacità di rinnovarsi della manifestazione - ha proseguito l'assessore alle Politiche Culturali, Gianni Borgna - Tutto ciò in una fase storica di crisi dell'editoria, dove la piccola e media impresa si trova ad essere una grande risorsa".
E' "mercato e occupazione" anche per Vincenzo Vita, assessore alle politiche culturali della provincia di Roma.





















La recente uscita di “A cavallo della tigre” offre l'occasione per un incontro a tutto campo con Paola Cortellesi, la brava attrice romana dal talento multiforme in queste settimane ammirata partner di Gianni Morandi e Lorella Cuccarini in “Uno di noi”. Nel nuovo film di Carlo Mazzacurati, coprodotto da Rai Cinema e distribuito da 01, Paola Cortellesi è una ballerina televisiva, compagna di uno sgangherato rapinatore interpretato da Fabrizio Bentivoglio.
"Questo film di Mazzacurati, liberamente tratto dall’omonima commedia girata da Luigi Comencini nel 1961 ed ambientato ai nostri giorni dal regista e dallo sceneggiatore Franco Bernini, è stato per me un vero dono del cielo", spiega. “A cavallo della tigre” racconta una storia tipica della nostra epoca – continua l’attrice - quella di un maldestro sbruffone che coinvolge in una rapina la sua ragazza, una ballerina scalcinata e svampita, una donna-bambina che diventerà inviata di un programma tv spendendo una fortuna in vestiti e futilità mentre lui sconta la sua pena in galera”. “Il mio personaggio, che per fortuna avrà un risveglio-riscatto finale, somiglia a tante ragazze disperate che inseguono i falsi miti della tv – afferma Paola Cortellesi - la televisione oggi è in gran parte una fabbrica di illusioni e spesso sembra che la gente non distingua più tra la realtà ed il piccolo schermo che la deforma. Nello spettacolo dovrebbe essere valorizzato soltanto chi è preparato e non solo chi è di bell’aspetto”. Ma chi è Paola Cortellesi e perché tutti parlano bene di lei? Esaltata da tempo dalla critica, ora è ammirata non soltanto dalla nicchia dei cultori tv della Gialappa’s band, riuscendo a conquistare anche il pubblico nazional popolare del varietà di Rai Uno del sabato sera in cui irrompe in scena come una imprevedibile mina vagante. Timida, riservata e discreta nella vita, sotto i riflettori Paola si trasforma diventando un “fool” esplosivo. Conduce, canta, balla, suona, recita, imita, sfotte ed ammonisce il suo adorato “Giannimorandi” giocando alla pari con partner ed ospiti superblasonati sfoderando classe, eleganza ed ironia innate e sorprendenti. La risposta al “mistero” Cortellesi è in una dura e salutare gavetta che l’ha portata a costruirsi da subito solide basi per sostenere una vocazione allo spettacolo brillante che sembrava scritta nel suo Dna: grazie ad un talent scout d'eccezione come il maestro Claudio Mattone è stata lei infatti ad incidere, a soli 13 anni, “Cacao Meravigliao", la celebre sigla in portoghese maccheronico dell’arboriano "Indietro tutta" .
"Mi è sempre piaciuto cantare e recitare, ho anche suonato in un gruppo che si chiamava Peccati Originali e a vent’anni cantavo cover nei locali con dei piccoli gruppi rythm’n blues. Poi ho lavorato come corista al Teatro Sistina in “L’uomo che inventò la televisione” con Pippo Baudo e mi sono iscritta alla scuola di teatro di Beatrice Bracco che ha scoperto per caso la mia vena comica”, racconta ancora l'attrice rivendicando con orgoglio la successiva esperienza in palcoscenico con il gruppo Area Teatro, cui ha dato vita a Roma con un regista ed un'autrice suoi ex compagni di corso, Furio Andreotti e Lucilla Lupaioli. E se giudica fondamentale per i tempi comici l'esperienza alla radio dove ha debuttato nell'estate del '97 come conduttrice de "Il programma lo fate voi" con Enrico Vaime (“un maestro impagabile a cui sarò sempre riconoscente”) e con Fabio De Luigi, suo futuro partner nei programmi con la Gialappa’s band, la shgowgirl non nega l’importanza delle prime tappe in tv dove ha iniziato superando un provino con Gianni Boncompagni per "Macao", per arrivare col tempo a “La posta del cuore” con Sabina Guzzanti ed a “Teatro 18” con Serena Dandini, fino alle esibizioni canore ed alle folgoranti caratterizzazioni di "Mai dire gol", “Mai dire domenica” e “Mai dire Grande Fratello” con la Gialappa’s, intervallate con la spericolata conduzione di “Libero” su Raidue ed i primi importanti approcci con il cinema, ad esempio con la commedia “Se fossi in te” di Giulio Manfredonia che le è valsa una candidatura al Nastro d'argento.
E’ soddisfatta dell’esperienza in “Uno di noi” anche se qualcuno giudica troppo limitata la sua presenza?
“Sono stata chiamata per smitizzare e fare da contraltare ironico all’ufficialità, il mio ruolo è quello e lo faccio molto volentieri. Non mi sono mai sentita compressa o limitata, non importa il numero degli interventi ma la loro qualità ed efficacia. Ho sempre fatto programmi che avrei visto volentieri da spettatrice e mi fa piacere che sia stato notato come questo nuovo varietà si riconnetta idealmente al grande show del sabato sera della Rai degli scorsi decenni tipo “Studio Uno””.
Si trova a suo agio con gli altri principali artefici dello show?
“ Sono sempre stata una perfezionista rigorosa ed attenta ai dettagli, in genere scrivo quello che voglio fare e lo condivido con i colleghi perché ho sempre bisogno del confronto e della dialettica con persone di cui mi fido. Anche questa volta mi sento fortunata di essere entrata in una sorta di famiglia artistica che mi apprezza, mi guida e mi protegge: il lavoro è stato molto intenso e serio ma anche molto piacevole fin dalle prime riunioni estive grazie a Gianni ed a Lorella ma anche ad autori di grande talento come Giampiero Solari e Michele Serra. Morandi è un essere meraviglioso, una persona onesta e generosa dall’enorme talento, capace di rimettersi continuamente in gioco. Ma mi trovo molto a mio agio anche con Lorella Cuccarini che ammiro da sempre e che è molto brava e simpatica”.
Come riesce a bilanciare gli impegni in tv con quelli in cinema ed in teatro?
“Non mi interessa trasferire meccanicamente i diversi personaggi creati in tv sullo schermo o in palcoscenico, ho toppo rispetto per i diversi contesti. Al cinema mi commuove e mi diverte la capacità di ritrarre con ironia la miseria umana: la mia attrice preferita è Anna Magnani e il film che prediligo in assoluto è "Risate di gioia" di Mario Monicelli che lei interpretò con Totò raggiungendo con lui vette inarrivabili di umorismo amaro nel ruolo di due perdenti “stratosferici”.
Quali sono i suoi programmi più immediati?
“In attesa dell’uscita prevista nei cinema a gennaio di “Passato prossimo”, la commedia di cui sono protagonista che segna l’esordio nella regia di Maria Sole Tognazzi sto girando in Abruzzo nelle pause delle prove di “Uno di noi” “Il posto dell’anima”, un film di Riccardo Milani con Silvio Orlando, Michele Placido e Claudio Santamaria che racconta la storia di tre operai alle prese con il dramma del licenziamento scritta dal regista con Domenico Starnone. Avendo oggi per fortuna l’opportunità di poter scegliere tra i vari impegni mi fa molto piacere poter tornare a lavorare “in famiglia” con gli amici di Area Teatro e così riprenderò a fine inverno con Claudio Santamaria, nel ruolo di una tremenda arrampicatrice sociale, le repliche in teatro della commedia grottesca “L’iradiddio” di Lucilla Lupaioli diretta da Furio Andreotti”.
Paola Cortellesi porta in scena la storia di un’operaia incinta che si ritrova disoccupata alla vigilia del parto. La disperazione le fa compiere un gesto estremo: irrompe sul posto di lavoro e prende in ostaggio la responsabile del suo licenziamento.
La vicenda si svolge tutta in una notte in cui si incrociano i destini di uomini e donne normalmente distanti tra loro: una fredda dirigente d’azienda piegata alle leggi di mercato, un’ingenua poliziotta di provincia, un transessuale sarcastico e disilluso, un guardiano notturno pensionabile e trasandato, una saggia donna delle pulizie fissata con le canzonette e un bambino che sta per nascere … E la scoppiettante ed eclettica Paola Cortellesi interpreta tutti i protagonisti di questa storia, in un monologo comico, amaro e dissacrante al tempo stesso.
Hanno scritto:
“…è una storia che parla dell'Italia di oggi, come il teatro ha quasi dimenticato; che ci butta in faccia quel misto di cinismo e ingenuità, di violenza vera e di amichevolezza manierista in cui siamo tutti immersi” (Ugo Volli – La Repubblica)
“…c'è un puro slancio controllato e, scommetterei, potrebbe essere un eccellente Fedra di Racine o un Hedda Gabler migliore di quante se ne possano attualmente vedere” (Franco Cordelli – Il Corriere della Sera)
“…è sul suo corpo che si fa la scrittura scenica, prima ancora che sul copione” (Gianni Manzella – Il Manifesto)
“…una passerella compulsiva, il graffio di una storia per niente stra-ordinaria, il monito di come sia diventato facile, ordinario appunto, far scivolare la disperazione nella follia” (Rossella Battisti – L'Unità)